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Alcuni dati sull'utilizzo dell'acqua in bottiglia in Italia

L’Italia ha il consumo procapite annuo di acque in bottiglia più alto al Mondo; infatti ogni italiano consuma mediamente 200 l di acque in bottiglia all’anno, per un totale di 12 Miliardi di litri all’anno (dati Worldwatch Institute 2007)
Ogni anno vengono spesi in Italia 380 Milioni di € per pubblicità di acque in bottiglia; spesso vengono pubblicizzate caratteristiche quali il basso contenuto di sodio o il basso contenuto di sali minerali in generale, che sono caratteristici anche di molte acque degli acquedotti, che però non vengono pubblicizzate.
Per l’imbottigliamento delle acque minerali ogni anno sono utilizzate 350.000 ton di PET (plastica) corrispondenti a 665.000 ton di petrolio con una emissione di 910.000 ton di CO2. Solo una piccola percentuale delle acque in bottiglia viene distribuita in bottiglie di vetro.
Anche la fase di trasporto e distribuzione delle acque in bottiglia ha un impatto sull’ambiente, tenendo conto anche che solo il 18% delle bottiglie d’acqua viaggia per ferrovia, tutto il resto viaggia su gomma e spesso attraversa tutta l’Italia. Si trovano infatti acque imbottigliate in Calabria nei supermercati del Piemonte e viceversa.
E’ inoltre da considerare anche il fatto che le bottiglie devono poi essere smaltite e si calcola che solo un terzo del totale, sul territorio nazionale, venga intercettato dalla raccolta differenziata.
 
E’ utile che i cittadini riconsiderino l’utilizzo dell’acqua pubblica, dell’acquedotto comunale che  è molto meno costosa (oltre 1000 volte di meno, meno di 0,001 €/l), più controllata e utilizzata al massimo entro 24 ore da quando viene emunta rispetto alle acque in bottiglia.
Bere acqua del rubinetto è inoltre un contributo individuale alla riduzione dei rifiuti e dell’inquinamento atmosferico.
Utilizzare l’acqua dell’acquedotto è un risparmio per la collettività in termini di utilizzo di risorse (petrolio) di impatto ambientale per la trasformazione, per il trasporto e per lo smaltimento dei rifiuti.
 
Concludiamo infine ricordando alcune iniziative in corso in Italia ed in Provincia di Brescia, per diffondere l’utilizzo delle acque degli acquedotti pubblici:
  • La Provincia di Brescia ha realizzato oltre 100 ”Punti Acqua”. Si tratta di abbeveratoi in pietra desinati alla distribuzione gratuita di acqua potabile proveniente dagli acquedotti comunali anche con la possibilità di aggiungere CO2 e quindi distribuire acqua gassata. Nei Comuni gestiti da Acque Ovest Bresciano Due ne sono già stati realizzati 29.
  • AOB2 ha appoggiato la Campagna Nazionale  “Imbrocchiamola”, per diffondere l’utilizzo dell’acqua dei pubblici acquedotti  anche negli esercizi pubblici bar e ristoranti.
  • CAP gestioni, ora nel gruppo AMIACQUE, gestore degli acquedotti del milanese ha realizzato le “Case dell’Acqua” dove viene distribuita gratuitamente l’acqua degli acquedotti; hanno inoltre realizzato per ogni acquedotto una etichetta che riporti le caratteristiche salienti dell’acqua di ogni singolo acquedotto.
  • AEM Cremona da anni ha realizzato una analoga iniziativa distribuendo sul territorio dei punti di distribuzione dell’acqua del pubblico acquedotto.
  • Le scuole della città di Brescia e della città di  Milano utilizzano da tempo l’acqua dell’acquedotto anziché acque in bottiglia nelle mense scolastiche.
  • Venezia ha fatto una campagna pubblicitaria con il Sindaco che pubblicizza l’utilizzo dell’acqua dell’acquedotto (con lo slogan “Anche io bevo acqua del Sindaco” )
  • Numerose altre analoghe iniziative in Italia fra le quali ricordiamo quelle di Firenze, di Alba e della società HERA in Emilia Romagna.
  • La Coop ha recentemente fatto una campagna pubblicitaria per l’utilizzo dell’acqua del rubinetto o di acque in bottiglia la cui fonte sia prossima al luogo di acquisto.