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Caratteristiche chimico-fisiche dell'acqua, dell'acquedotto e dell'acqua in bottiglia

Quanti di noi non si sono chiesti almeno una volta se comprare l’acqua in bottiglia o bere direttamente l’acqua del rubinetto? Abbiamo quindi pensato di aiutarvi a chiarire le idee sulle differenze tra l’acqua in bottiglia e quella del pubblico acquedotto, nonché di trovare il modo di scegliere il tipo di acqua più adatta alle vostre esigenze dandovi alcune informazioni che permettano un confronto.
La qualità dell’acqua in generale dipende da diversi fattori tra i quali l’origine idrogeologica del bacino acquifero. Ciò comporta una naturale variabilità nella composizione chimica e di conseguenza determina un sapore diverso dell’acqua. La cosiddetta “bontà” di un’acqua non è da confondere con la qualità della stessa (imposta dai valori di legge che sono comunque rispettati da entrambi), ma dipende dal nostro gusto personale, cioè dalla nostra sensibilità e dalle caratteristiche organolettiche (odore, sapore, colore). Analizziamo pertanto il significato di alcune sostanze contenute in un’acqua ed il loro effetto sulle caratteristiche organolettiche o sulla salute umana.
pH
Il pH indica l’acidità dell’acqua. A pH 7 l’acqua è neutra; con aumento del pH (>7) aumenta la sua basicità, mentre un abbassamento del pH (<7) la rende più acida.
Conducibilità
Questo parametro è in stretta relazione con il contenuto salino di un’acqua. Valori elevati della conducibilità sono poco graditi sotto il profilo igienico, in quanto la salinità elevata impartisce all’acqua il caratteristico sapore “salato”.
Residuo fisso
Il residuo fisso è un indicatore dei sali minerali presenti in un’acqua. In base a tale valore le acque vengono classificate ai sensi del Dlgs 105/92 e successive modifiche ed integrazioni in acque oligominerali (residuo fino a 500 mg/l), minimamente mineralizzate (<50 mg/l) e ricca di sali minerali (>1500 mg/l). Le acque oligominerali con un residuo fisso <200 mg/l sono indicate essenzialmente per le affezioni delle vie urinarie e per la gotta; le minerali possono avere differenti indicazioni secondo la tipologia della composizione. Un’acqua minimamente mineralizzata può essere adatta alla preparazione di alimenti per i neonati.
Alcalinità totale
Questo parametro dà una valutazione sulla quantità di carbonati, bicarbonati e idrati presenti in un’acqua. Nelle ns. acque provenienti dai pubblici acquedotti l’alcalinità è dovuta quasi esclusivamente alla presenza di bicarbonati. Le acque bicarbonate (tenore dei bicarbonati >600 mg/l) sono indicate per chi ha problemi di fegato, di diabete, negli stati di iperacidità, stimolano la diuresi e aumentano il pH urinario. Le acque carboniche sono indicate nell'iperuricemia e nelle difficoltà digestive.
Durezza, Calcio, Magnesio
La durezza è strettamente legata alla presenza dei sali di calcio e magnesio presenti in acqua; in genere è costituita da ¾ di sali di calcio e per ¼ di sali di magnesio. La durezza dell’acqua, non influisce tanto sulla salute umana quanto su quella delle condotte idriche, caldaie e elettrodomestici in genere. Un’acqua “dura” fornisce un sapore più corposo e pastoso; inoltre più è “dura” maggiore è la quantità di detersivo necessario per il bucato. In Italia la durezza viene espressa in °F (Gradi Francesi) e classificata in acque dolci (15-20°F), acque di durezza media (20-35°F) e acque dure (>35°F). Un’acqua con tanto calcio e magnesio è indicata ovviamente per le diete in cui vi è maggiore necessità di tali oligoelementi (p.es. riparazione di fratture, gravidanza, carenza di Calcio e Magnesio). Ma chi soffre di calcoli, che acqua dovrebbe bere? Qui dipende tutto dal tipo di calcolo che si tende a formare (e parliamo di calcolosi renale, per differenziarla da quella epatica). Per esempio, chi soffre di calcolosi di sali di calcio, dovrà ovviamente evitare acque molto " dure "; chi soffre di calcolosi uratica o di cistinuria deve tenere più alcaline le urine, magari bevendo acque bicarbonatiche o carboniche. In generale, inoltre, sono consigliate le acque oligominerali per gli effetti diuretici (Residuo fisso <200mg/l).
Nitrati
I nitrati sono indice di un inquinamento ambientale; la loro presenza nelle falde è essenzialmente dovuta all’uso di fertilizzanti ed alla dispersione di liquami fognari. Anche se di per se non pericolosi, possono essere ridotti in presenza di batteri specifici ai più pericolosi Nitriti, che a loro volta possono ridurre l’assorbimento dell’ossigeno nel sangue e provocare la metaemoglobinemia infantile. Tuttavia studi epidemiologici hanno dimostrato che la metaemoglobinemia infantile non si è mai verificata in aree in cui la concentrazione di nitrati nell'acqua potabile era inferiore a 50 mg/l.
Solfati
Nei ns. acquedotti la presenza dei solfati nelle acque di falda è dovuta alla composizione geologica del terreno che esse attraversano, la loro presenza in concentrazioni superiori ai 250 mg/l rende  l’acqua più “amara” e sembra poter provocare, ad ingestione prolungata, irritazioni gastrointestinali. Le acque solfato-alcaline possono avere azione lassativa; le acque salso-solfato-alcaline favorire il metabolismo dei lipidi.
Ricordiamo che le acque in bottiglia sono spesso fortemente pubblicizzate per particolari caratteristiche chimiche ad esempio con scritture di tipo: oligominerale, favorisce la digestione, indicate per le diete povere di sodio ecc. Tali frasi possono indurre il consumatore  a conclusioni sbagliate sui benefici o sull’effetto terapeutico dell’acqua acquistata. 
Di seguito viene indicato il significato di alcune diciture riportate sulle etichette dell’acqua in bottiglia per rendere possibile una prima valutazione da parte vostra, ad esempio:
1.    OLIGOMINERALE, tale scritta può esserci solo se il residuo fisso è inferiore a 500 mg/l. 
2.    PUO’ AVERE EFFETTI DIURETICI, tipico delle acque oligominerali con residuo fisso non superiore a 200 mg/l; sono causati dal basso contenuto minerale che induce una azione di "lavaggio " delle vie urinarie e uno stimolo all’eliminazione di acqua rispetto alla quantità assorbita.
3.    MENO DI 0,002% DI SODIO; 0,002% di sodio corrispondono a 20mg/l di sodio;
4.    INDICATA PER LE DIETE POVERE DI SODIO; corrisponde ad acque con un tenore di sodio inferiore a 20 mg/l;
5.    STIMOLA LA DIGESTIONE: qualità delle acque salso-solfato alcaline, solfureo-calciche e clorurate leggere; acque bicarbonate e acque carboniche.
 
L’acqua erogata dai pubblici acquedotti corrisponde alle caratteristiche richieste dalla legge e viene distribuita in rete previa disinfezione con utilizzo di Biossido di Cloro qualora l’ASL lo richieda.
Il Biossido di Cloro è un prodotto chimico ottenuto con la miscelazione controllata di due sostanze chimiche: Acido Cloridrico” e “Clorito di Sodio”. Il Biossido di Cloro, utilizzato in tutto il mondo con innumerevoli applicazioni ed autorizzato dall’autorità sanitaria, viene usato nella disinfezione dell’acqua poiché:
  • Igienicamente sicuro; garantisce la purezza microbiologica dell’acqua che arriva nelle abitazioni, già a basse concentrazioni e senza alcun pericolo per la salute;
  • Garantisce un’azione di lunga durata;
  • Agisce come sterilizzante, prevenendo la formazione di depositi, incrostazioni e l’accumulo di sostanze maleodoranti all’interno delle condotte idriche.
Durante il confezionamento delle acque in bottiglia, la disinfezione viene eseguita tramite raggi ultravioletti(UV) che hanno il vantaggio di non modificare il sapore e l’odore dell’acqua. La sua azione è però limitata al punto di irradiazione. Trattandosi di un sistema fisico, non lascia all’acqua alcun residuo attivo che possa distruggere eventuali germi o batteri che dovessero presentarsi in tratti lontani dall’apparecchiatura e in tempi successivi al trattamento come nel caso di un acquedotto che è composto da vari km di rete ed eventuali serbatoi di accumulo.
 Una importante differenza fra l’acqua dell’acquedotto e quella in bottiglia consiste nel tempo di stoccaggio. L’acqua dell’acquedotto viene erogata e distribuita direttamente nella rete idrica ed accumulata nel serbatoio dove non viene stoccata per più di  24 ore. L’acqua in bottiglia invece viene stoccata presso l’impianto di confezionamento, i magazzini grossisti, i supermercati per poi arrivare nelle nostre case. Il tempo tra i vari passaggi può superare anche i 6 mesi.
 Per confrontare la qualità delle acque dal punto di vista chimico abbiamo riassunto i dati rilevati dalle etichette delle acque in bottiglia riportando anche i valori limite delle rispettive leggi (vedi Tabella allegata).
Si può fare un confronto con i dati relativi alla qualità delle acque di ogni singolo acquedoto tenendo conto che i valori delle analisi riguardante il pubblico acquedotto si riferiscono ai controlli medi effettuati durante l’anno.
Le acque degli acquedotti gestiti da AOB2 potrebbero essere quasi tutte classificate così:
  • Oligominerali (con residuo fisso inferiore a 500 mg/l);
  • povere di sodio, indicate per le diete povere di sodio, meno di 0,002% di sodio (con un contenuto di sodio inferiore a 20mg/l);
  • dolci o di media durezza (con durezza inferiore a 35°F).
E’ quindi opportuno sempre:
  • leggere attentamente l’etichetta delle acque in bottiglia acquistate;
  • confrontare i valori riportati con quelli dell’acqua proveniente dal pubblico acquedotto, facendo attenzione alle unità di misure utilizzate;
  • valutare le caratteristiche qualitative delle acque in base alle proprie esigenze, includendo eventualmente anche il parere del medico di fiducia.